1. Cosa significa “Conto energia”?
Con questo termine si indica un meccanismo di incentivazione che per 20 anni remunera, cioè paga a privati, imprese ed enti pubblici l’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico.
Non si tratta, dunque, di un contributo che viene concesso al momento iniziale della spesa (contributo in conto capitale), bensì di una erogazione in denaro calcolata sulla base dei kilowattora - kWh - prodotti (incentivazione in conto esercizio).
Per 20 anni - tale è la durata del Conto Energia - il proprietario di un impianto fotovoltaico connesso alla rete elettrica si vedrà accreditare periodicamente una somma di denaro calcolata sull'intera produzione dell'impianto.
2. C'è un limite temporale per aderire e ricevere l'incentivo?
Per gli impianti realizzati entro la fine dell’anno 2010, purché entrino in servizio entro il 30 giugno 2011, vale la normativa del decreto del 19 febbraio 2007.
Per quanto riguarda gli impianti installati a partire dal 1 gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2013 si parla di Terzo Conto Energia, approvato con decreto interministeriale 6 agosto 2010 (“Incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare”, pubblicato il 24 agosto 2010 sulla Gazzetta Ufficiale n. 197: si può scaricare da qui).
3. Cosa sono le Tariffe incentivanti?
Si tratta del perno su cui gira l'intero meccanismo del Conto Energia: in pratica un apposito contatore posto vicino all'inverter misura l'energia prodotta dall'impianto (prima che giunga al contatore di casa e venga pertanto consumata!) e per ogni kWh verrà corrisposto un importo prefissato che cambia in funzione della potenza installata, del tipo di impianto e dell'epoca di installazione.
4. La tariffa del Conto Energia è fissa e uguale per tutti i tipi di impianto?
E' fissa, nel senso che non cambia per 20 anni (non è indicizzata all'inflazione).
Cambia invece l'importo in funzione della potenza installata e del tipo di impianto.
5. Quali sono le tiplogie di impianti fotovoltaici?
Il Secondo Conto Energia (2007-2010) prevede TRE tipi di impianti a seconda di dove vengono posizionati:
1. impianto “non integrato”: I moduli sono installati:
- a terra
- sugli elementi di arredo urbano e viario o sulle superfici esterne degli involucri di edifici e di fabbricati, ma in modo non complanare alle superfici su cui sono fissati
2. impianto “parzialmente integrato”: si intendono moduli fotovoltaici installati
- su tetti, coperture, facciate, balaustre o parapetti di edifici e fabbricati in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d'appoggio stesse
- su elementi di arredo urbano, barriere acustiche, pensiline, pergole e tettoie in modo complanare alla superficie di appoggio, senza la sostituzione dei materiali.
3. impianto “integrato architettonicamente”, dove i moduli
- sostituiscono i materiali di rivestimento di tetti, coperture, facciate di edifici e fabbricati, con la medesima inclinazione e funzionalità architettonica della superficie rivestita
- con i relativi sistemi di supporto, costituiscono la struttura di copertura di pensiline, pergole e tettoie
- sostituiscono la parte trasparente o semi trasparente di facciate o lucernari, garantendo l’illuminamento naturale degli ambienti interni all’edificio
- sostituiscono parte dei pannelli fonoassorbenti delle barriere acustiche
Impianto non integrato
Impianto semi-integrato

Impianto integrato architettonicamente

Questi tre impianti sono realizzati dal Gruppo d'Acquisto
Con il Terzo Conto Energia (2011-2013) le categorie delle tipologie di impianto sono ridotte a due
Sparita la suddivisione tra impianti a terra, parzialmente integrati e integrati, rimane unicamente la distinzione tra "impianti realizzati sugli edifici" e "altri impianti".
6. Quali sono le tariffe previste per i diversi impianti?
Qui di seguito due tabelle: abbiamo riportato quella che si riferisce alle tariffe relative al Conto Energia 2007-2010, ma considerato che il 2011 è quasi alle porte, diamo un'occhiata anche alle nuove tariffe per gli impianti installati dopo il 1 gennaio 2011.
Tariffe valide fino al 31 dicembre 2010:

Tariffe valide per impianti che entrano in esercizio tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2011:

Con il Terzo Conto Energia il nucleo portante su cui gira il meccanismo dell'incentivo non subisce variazioni: l'incentivo sull'energia prodotta dall'impianto continua ad essere fisso e garantito per 20 anni.
E' confermata la riduzione di cui si parlava a metà 2010: tuttavia, quanto meno per impianti piccoli e per il primo quadrimestre del 2011, è per verità meno penalizzante di quanto si potesse temere. Basti pensare che con i costi attuali di un impianto fotovoltaico, le installazioni di inizio 2011 risultano più convenienti di quelle effettuate agli albori del Conto Energia 2007!
Come si vede dalla tabella, le tariffe subiscono riduzioni già in corso d'anno, per esempio gli impianti sotto i 3 kWp avranno un calo intorno al 2,5% ogni quattro mesi; facile quindi prevedere una rincorsa per terminare il tutto entro il relativo quadrimestre... e se questo porta all'isteria dei prezzi e delle forniture dei materiali cui abbiamo assistito nel 2010, gli installatori non avranno vita facile! A partire dal 2012 e per il 2013 la riduzione è già fissata nel 6% (da calcolare, ovviamente, sull'ultima tariffa valida).
E ancora: anche nel Terzo Conto Energia si ribadisce la "predilezione" per gli impianti su edifici, che godono di tariffe più alte, e per gli impianti piccoli, che risentono meno della riduzione dell'incentivo. In proposito vengono anche aumentate da 3 a 6 le classi di potenza: confermate le prime fasce (fino a 3 kWp e da 3 a 20), si passa poi a quelle da 20 a 200, da 200 a 1000, da 1000 a 5000 e infine sopra i 5 MW. Il tetto della potenza incentivabile e' stato portato a 3mila MW.
Una specifica menzione, infine, è riservata agli impianti montati su pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensilin, per i quali si applica una tariffa incentivante pari alla media aritmetica delle tariffe previste per impianti realizzati “su edifici” e “altri impianti”.
7. L' incentivo: chi lo paga? Come? Quando?
L’incentivo viene erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.a (www.gse.it).
Il pagamento - che viene effettuato quando si raggiunge la soglia minima di 250 € - avviene ogni due mesi (o mensilmente per impianti superiori ai 20 kWp) con bonifico sul conto corrente bancario indicato dal proprietario dell'impianto.
L'importo è calcolato moltiplicando la misura dell’energia elettrica prodotta per la tariffa incentivante spettante al tipo di impianto (eventualmente maggiorata del premio di cui parleremo dopo). Questa misura dovrebbe essere trasmessa ogni mese dal gestore di rete al GSE: purtroppo questa comuncazione non è sempre puntuale, e in questo caso il GSE provvede ad erogare un acconto calcolato in base alla producibilità presunta, ed emette poi il relativo conguaglio.
Il pagamento avviene l'ultimo giorno del mese successivo a quello in cui il GSE riceve la misura della produzione: per sempio, la misura della produzione di gennaio-febbraio viene comunicata in marzo e pertanto la data di pagamento è il 30 aprile.
8. È possibile calcolare anche solo approssimativamente a quanto può ammontare in concreto il contributo che si riceve con il Conto Energia, per esempio nel corso di 12 mesi?
Sì. È sufficiente moltiplicare il contributo così come indicato sopra per la produzione annuale prevista. I kwh di produzione si calcolano moltiplicando la potenza nominale per le cosiddette “ore-equivalenti” del luogo dove è situato l'impianto. Per esempio a Milano le ore equivalenti sono circa 1.100 ore/anno, ovvero un impianto da 1 kw esposto a sud e con inclinazione ottimale (tra i 30 e i 35 gradi) produce mediamente 1.100 kWh/anno, a Roma 1.200, a Trapani 1.300. Supponendo quindi un impianto di 3 kWp, la produzione a Milano sarà di ca. 3300 kWh, a Roma di 3600 kWh e a Trapani di 3900.
E dunque, per esempio, un impianto integrato a Milano riceverebbe ca. 1.550,00 euro (0,47 x 3300), a Roma 1.690,00 e a Trapani 1.830,00.
E' inoltre possibile avere stime di rendimento più precise: molto utilizzato è, per esempio, il simulatore della Comunità Europea chiamato PV-GIS (si trova a questo link: http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/apps4/pvest.php?lang=it&map=europe) grazie al quale, immettendo il nome della località interessata e le caratteristiche dell'impianto, si può avere un'idea abbastanza precisa e attendibile circa la potenziale produzione dell'impianto stesso.
9. Questa produzione è costante nel tempo?
No. Nei primi 10 anni la produzione elettrica si riduce del 5-10%. Dopo 25-30 anni il pannello produce ancora l’80-85% della corrente elettrica iniziale.
10. Cosa sono i premi incentivanti?
Si tratta di incrementi delle tariffe del Conto Energia previsti per specifiche tipologie di impianti. Vediamoli in dettaglio:
a) Il Conto Energia 2011 ha portato qualche novità: sono infatti previste le seguenti maggiorazioni:
- il 5% per gli impianti non installati su edifici che verranno realizzati in zone industriali, commerciali, cave o discaricheesaurite, siti contaminati (questa ipotesi è del tutto nuova e non è contemplata per gli impianti cui si applica il Conto Energia 2007-2010)
- il 10% per gli impianti realizzati su edifici in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto (la percentuale applicata fino al 31 dcembre 2010 è del 5%)
- il 5 % per gli impianti su edifici operanti in regime di scambio sul posto, realizzati da Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti (unico premio riconfermato).
Dal 2011 verranno meno i premi ora previsti per i casi in cui viene autoconsumato almeno il 70% dell’energia elettrica prodotta lì dove l’impianto è maggiore di 3 kWp, per gli impianti su scuole pubbliche o private o strutture sanitarie pubbliche e per gli impianti integrati installati su aziende agricole.
b) Gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici, operanti in regime di scambio sul posto, possono beneficiare di un premio aggiuntivo se abbinati ad un uso efficiente dell’energia.
Per accedere al premio è anzitutto necessario un attestato di certificazione energetica dell'edificio su cui è installato l’impianto, dove siano indicati anche i possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche. Una volta entrato in esercizio l'impianto fotovoltaico si devono effettuare interventi sull’involucro edilizio che conseguano una riduzione di almeno il 10% di entrambi gli indici di prestazione energetica estiva e invernale. Al termine sarà necessaria una nuova certificazione energetica che dimostri l'avvenuta esecuzione degli interventi e l'ottenimento della riduzione del fabbisogno di energia individuata precedentemente.
Si conferma che la maggiorazione della tariffa incentivante non può in ogni caso eccedere il 30% della tariffa riconosciuta alla data di entrata in esercizio dell'impianto fotovoltaico.
11. Cosa sono gli "impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative"?
Si tratta di una novità introdotta a partire dal 2011 e si riferisce a installazioni con moduli o componenti speciali sviluppati specificatamente per sostituire elementi architettonici. Queste beneficeranno di tariffe incentivanti (secondo tre intervalli di potenza: da 1 a 20 kWp, da 20 a 200 kWp, oltre i 200) più alte rispetto alle due tipologie "classiche" degli impianti a terra o su edifici: si va infatti da 0,44 €/kWh dei più piccoli, passando per 0,40 €/kWh per quelli da 20 a 200, fino a giungere alla tariffa di 0,30 €/kWh per i maggiori di 200. Queste tariffe saranno decurtate del 2% all’anno (anziché del 6% come per gli impianti "normali") nel 2012 e 2013.
Per conoscere quali debbano essere le caratteristiche di questi impianti per poter rientrare in questa categoria, è a disposizione laGuida alle applicazioni innovative finalizzate all’integrazione architettonica del fotovoltaico (clicca qui), curata dal GSE.
12. Il nuovo decreto parla anche di "impianti con innovazione teconologica"...
Si tratta di un impianto fotovoltaico, come descrive l'art. 2 del decreto, che “utilizza moduli e componenti caratterizzati da significative innovazioni tecnologiche”. Queste caratteristiche, le relative tariffe incentivanti e le modalità di accesso saranno definite da un successivo provvedimento del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di intesa con la Conferenza unificata.
13. Si può cumulare la tariffa del Conto Energia con altri contributi?
Il Nuovo Conto Energia, se da un lato ribadisce l'incompatibilità della concessione dell'incentivo con la richiesta di detrazioni fiscali, dall'altro conferma l'applicazione dell'iva agevolata al 10% e modifica le ipotesi di cumulabilità con benefici e contributi pubblici. In particolare si può accedere alla tariffe incentivante anche in presenza di contributi in conto capitale fino al:
- 30% del costo di investimento per impianti su edifici con potenza fino a 3 kW;
- 60% del costo di investimento per impianti realizzati su scuole pubbliche o paritarie o su edifici che siano sedi amministrative di proprietà di enti locali o di regioni e province autonome;
- 30% del costo di investimento per impianti realizzati su edifici pubblici diversi da quelli di cui ai punti precedenti, ovvero su edifici di proprietà di organizzazioni riconosciute non lucrative di utilità sociale, e il cui il soggetto responsabile sia l’ente pubblico oppure l’organizzazione non lucrativa di utilità sociale;
- 30% del costo di investimento per impianti realizzati su aree oggetto di interventi di bonifica, ubicate all'interno di siti contaminati , purché il soggetto responsabile dell'impianto assuma la diretta responsabilità delle preventive operazioni di bonifica;
- 30% del costo di investimento per impianti integrati con caratteristiche innovative;
- 30% del costo di investimento per impianti a concentrazione;
e anche in presenza di finanziamenti a tasso agevolato
14. Quali sono le modalità per richiedere la tariffa incentivante?
Il decreto relativo al Terzo Conto Energia ha modificato due aspetti fondamentali:
- la tempistica: Il soggetto responsabile dovrà richiedere al GSE l’incentivo entro 90 giorni dall’entrata in servizio dell’impianto. Il mancato rispetto dei termini per la presentazione della domanda comporta la non ammissibilità alle tariffe incentivanti per il periodo intercorrente fra la data di entrata in esercizio dell’impianto e la data di comunicazione della domanda al GSE;
- la modalità di invio della documentazione da parte del richiedente: I documenti, già dal 1 dicembre 2010, devono essere trasmessi al GSE utilizzando l’apposito portale del sito GSE (https://applicazioni.gse.it). La domanda di concessione dell’incentivo dovrà, inoltre, essere inviata al GSE esclusivamente via fax o tramite posta elettronica certificata.
E' a disposizione la guida "Regole Tecniche" del GSE (clicca qui), che descrive le modalità, i criteri e le regole per la presentazione, valutazione e gestione della documentazione inviata dai Soggetti Responsabili al GSE
15. Con il Terzo Conto Energia (2011-2013) è ancora conveniente installare un impianto fotovoltaico?
Il Nuovo Conto Energia 2011 è stato in genere salutato con favore, tra le altre cose anche per l'introduzione di procedure burocratiche più snelle con GSE... che ovviamente da sola non risolve affatto il problema - molto sentito in questi ultimi mesi - delle lentezze nei rimborsi per chi ha aderito allo scambio sul posto... Ma questa, come si suol dire, è un'altra storia!
Quanto poi alla fatidica domanda "Ma è ancora conveniente installare un impianto fotovoltaico?", la risposta è senz'altro affermativa.
E lo dimostriamo con l'esempio di un impianto su edificio da 3 kWp, ipotizzato al costo di 5.200 €/kWp: con il Conto Energia attualmente in vigore, il tempo di rientro del costo di installazione (non attualizzato e senza tenere conto del risparmio in bolletta) è di 10,3 anni, se il medesimo impianto verrà installato nel primo quadrimestre 2011 il tempo di rientro si alza a 10,8 anni, nel secondo quadrimestre a 11,1, nell'ultimo a 11,4. Si tratta, ovviamente, di conti "a spanna", che però danno il senso della perdurante convenienza nell'installare un impianto fotovoltaico.
16. Cosa significa "scambio sul posto"? Quali sono le differenze con la "cessione"?
Ribadito che l’incentivo viene pagato per tutta l’energia prodotta dall’impianto, è abbastanza evidente che non sarà possibileconsumare tutta l’energia prodotta dall'impianto, e che dunque una parte, quella non auto-consumata contemporaneamente alla produzione, viene immessa in rete.
L'energia immessa in rete viene conteggiata da un contatore (altro da quello che misura l'energia prodotta dall'impianto!) dove viene definito il “dare/avere” con il gestore, il quale, a sua volta, comunica questi dati al GSE.
Il modo, poi, come questa immissione in rete viene remunerato è diverso a seconda che si acceda alla modalità di scambio sul posto o di cessione. A seconda, infatti, che si sia optato per l'uno o per l'altra si avrà rispettivamente il rimborso dei consumi dalla rete fino a concorrenza della quantità immessa in rete (scambio sul posto) oppure il pagamento dell'energia venduta al GSE o sul mercato libero (cessione).
Si guardi la seguente immagine:
Descriviamo più in dettaglio il meccanismo, muovendo da una premessa:
a) Nella modalità scambio sul posto, possibile per impianti fino a 200 kw, si può dire che la rete funziona come una sorta di accumulatore: l’energia non utilizzata viene immessa in rete, quando poi serve viene prelevata dalla rete.
b) Nella cessione (o vendita) non viene tenuto conto del dare-avere con la rete di distribuzione: se vi è consumo, questo viene pagato al distributore, mentre tutta l'energia immessa in rete si considera venduta (a un prezzo leggermente inferiore a 10 centesimi per kWh).
Nella figura vediamo che dall'impianto arriva all'inverter la corrente elettrica in forma continua (corrente continua), da questo trasformata in corrente alternata. E' questo dato di produzione che viene letto dal primo contatore e che dà diritto al Conto Energia sulla base delle tariffe viste sopra.
A questo punto la corrente può scegliere due strade: entrare in casa perchè vi è richiesta (auto-consumo), ovvero confluire nella rete di distribuzione. Ma dalla rete di distribuzione, in direzione opposta, arriva l'energia prelevata (di notte o se non c'è sole durante il giorno). Quella immessa in rete e quella prelevata vengono conteggiate dal secondo contatore (biderezionale), che serve a calcolare quanto si deve pagare (consumo) e quanto si deve ricevere (energia immessa o venduta).
Riepilogando: Posto che per 20 anni la tariffa del Conto Energia viene comunque pagata e calcolata sull'intera produzione dell'impianto...
... se si è optato per lo scambio sul posto (sicuramente più vantaggioso sotto il profilo economico se l'impianto non è sovradimensionato rispetto ai consumi) il massimo risparmio si avrà al momento dell'auto-consumo. Per quanto riguarda l'energia immessa in rete, ne verrà rimborsato il valore e, se questa è maggiore di quella prelevata, il saldo relativo viene registrato a credito che potrà essere utilizzato in compensazione negli anni successivi (a meno che non si sia optato per la liquidazione di questa eccedenza). E' doveroso aggiungere che il sistema risulta di fatto non del tutto soddisfacente, in quanto i tempi di rimborso sono molto lunghi, i meccanismi di calcolo molto complicati, e alcune voci (iva, oneri di trasprto...) non vengono conteggiate. Malgrado questo, rimane ancora l'opzione più valida per gli impianti di tipo deomestico;
... se invece si è optato per la cessione (scelta necessaria per impianti di potenza superiore a 200 kW), l’energia non consumata contemporaneamente alla produzione viene venduta al GSE (cosiddetto "ritiro dedicato") oppure ad altri operatori sul merato libero attraverso la cosiddetta "borsa elettrica".
In conclusione chi ha un impianto fotovoltaico:
A) per 20 anni riceve un contributo per ogni kWh prodotto dall'impianto, sia che abbia scelto lo scambio sul posto sia che abbia deciso per un contratto di cessione
B) risparmia il 100% dei costi quando consuma direttamente l'energia prodotta dall'impianto
C) per tutta la durata dell'impianto (quindi anche molto dopo i 20 anni) usufruisce dello scambio sul posto (cioè conguaglia la produzione con il consumo) se stata scelta questa tipologia
D) per tutta la durata dell'impianto vende a prezzo amministrato l’energia elettrica prodotta al gestore di rete cui l’impianto è collegato oppure la vende sul mercato libero se è stata scelta la cessione in rete..
17. Un condominio può installare un impianto fotovoltaico?
Sì. Il decreto di febbraio del Conto Energia prevede che il condominio possa essere soggetto responsabile dell'impianto: è chiaro che in questo caso l'impianto va a coprire l'utenza condominiale (luci scale, ascensore, eccetera).
Il condominio può anche stabilire di utilizzare le parti comuni per installare impianti che servono ai singoli condomini (è però necessario il consenso all'unanimità): quanti impianti e per quanti condomini dipende dalle dimensioni del tetto (o dell’eventuale terreno a disposizione), sempre tendendo conto che per ogni kW di potenza dell'impianto sono necessari ca. 8 mq di superficie.
18. Quali sono i trattamenti fiscali?
Per il trattamento fiscale è possibile fare riferimento alla circolare 46/E dell’Agenzia delle Entrate del 19 luglio 2007, reperibile suhttp://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb88ee0df62968e/circ_46.pdf (parzialmente rettificata dalla 66/E che ha corretto un errore di interpretazione della prima relativo allo scambio sul posto).
La circolare è molto dettagliata e non ha senso riportare qui tutte le fattispecie considerate: In generale dalle pagine 17 in poi si può trovare in dettaglio il trattamento delle diverse ipotesi che possono darsi (privati, persone giuridiche, condomini, scambio sul posto, cessione, impianti ridotti, impianti grossi, ecc.) e chi è interessato può abbastanza agevolmente ritrovare il proprio caso.
Altra fonte in materia fiscale è data dalla Risoluzione 13/E del 20 gennaio 2009, che è intervenuta a chiarire la materia dopo che, dal 1 gennaio 2009, è stata profondamente modificata la disciplina dello scambio sul posto, opzione concessa, da quella data, anche agli impianti fino ai 200 kWp.
19. Quanto sono garantiti i pannelli?
I moduli raccomandati dal Gruppo d'Acquisto hanno la garanzia della casa di produzione per difetti di fabbrica, oltre alla garanzia per legge di 20 anni sul fatto che la produzione non cala oltre l'80%, mentre l'inverter (che serve a trasformare la corrente continua prodotta dai pannelli in corrente alternata) ha una garanzia di 5 anni estendibili a 10 o 12 (di solito dietro pagamento di una cifra che va da 300 a 500 euro).
Le Aziende in contatto con il Gruppo d'Acquisto, attente all'ambiente, aderiscono al programma "PV-Cycle" (maggiori informazioni suhttp://www.pvcycle.org )
E visto che parliamo di garanzie, ricordiamo anche che l’impianto può essere coperto dall’assicurazione per i cosiddetti “danni diretti" (incendio, scoppio, esplosione, fulmini, fenomeni elettrici, grandine ed altri fenomeni atmosferici, oltre al furto e al vandalismo), ma anche, con un supplemento di premio, per i cosiddetti “danni indiretti", che sono quelli dati dal mancato guadagno a seguito di mancata produzione di energia data da una delle cause che provocano un danno diretto. Altri danni che possono esser coperti in via facoltativa sono poi quelli classici da responsabilità civile.
20. In caso di guasto dell'impianto a chi mi devo rivolgere?
All'installatore.
21. Il mio tetto regge il peso dei pannelli? Quanto spazio occupano?
Ogni modulo pesa ca. 17 kg, e occupa una superficie di poco più di un metro quadrato.
Per esempio un impianto da 3 kWp richiede circa 16 moduli, per un totale di superficie di circa 18/20 mq.
I moduli che proponiamo sono in silicio policristallino, che riteniamo i più adatti per il rapporto qualità-prezzo.
Nel caso di coperture di tetti con guaina flessibile (c.d amorfo) sono necessari ca. 20 metri quadrati per produrre un kilowatt, ma in questo caso il costo a kilowatt è più basso.
22. Ho intenzione di installare un impianto oltre i 200 kw, che cosa devo fare?
È importante sapere che
- in questo caso si diventa produttori di energia elettrica al pari di una centrale di altro genere
- che si deve essere in possesso di partita IVA per svolgere attività di impresa.
- che la tariffa che si riceve dal GSE è tra le più basse del Conto Energia (v. tabella sopra)
- che il ricavo del conto energia è soggetto a tassazione (v. la già citata circolare dell’Agenziahttp://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb88ee0df62968e/circ_46.pdf)
Abbiamo predisposto una sorta di promemoria che può aiutare coloro che intendono installare un impianto superiore ai 20 kWp: contattateci, saremo lieti di poterVi dare ulteriori informazioni.
23. Posso usare solo parzialmente le proposte del gruppo d'acquisto?
Molti ci hanno scritto che sono interessati solo alla parte assicurativa e finanziaria del gruppo di acquisto in quanto hanno già il progetto realizzato e la ditta installatrice.
Per quanto riguarda l'assicurazione saremo felici di passarvi i nostri contatti. Potete richiederli scrivendo a
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Se siete interessati all'analisi economica del vostro investimento inviate allo stesso indirizzo il preventivo esatto di spesa e l'indicazione dei vostri consumi annuali: prepariamo le analisi distinguendo tra il caso di pagamento dell'impianto con mezzi propri ovvero grazie a un finanziamento di durata di 10, 15 e 20 anni.
Se richiesto possiamo personalizzare l’analisi con diversa durata e/o diversa percentuale di importo finanziato. In questo caso il costo di questo servizio è di 80 euro + Iva.
Se si desidera assistenza anche nella fase istruttoria per il finanziamento con la Banca con cui siamo in convenzione è necessario entrare a far parte del Gruppo: anche in questo caso vi consigliamo di contattarci: scriveteci o telefonateci! (
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/ 075 9229776)
È possibile utilizzare il gruppo di acquisto anche per comprare i moduli e l'inverter! Scriveteci e vi manderemo ulteriori informazioni e soprattutto i nostri preventivi.
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clicca qui per scaricare e leggere la Guida del GSE al Terzo Conto Energia 2011 - 2013
Vi ricordiamo che eventuali ulteriori informazioni possono essere richieste scrivendo a
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o telefonando a Merci Dolci srl (075 9229913).
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